Insurtech: perché le assicurazioni stringono partnership con le startup?

I vantaggi di scegliere realtà altamente dinamiche e tecnologicamente innovative per il mondo insurance non sono pochi e hanno risultati immediati

La chiamano InsurTech e dicono che sia il futuro — persino l’unico possibile futuro — per le assicurazioni. Ma di cosa si tratta?

L’InsurTech, ossia l’applicazione di nuove tecnologie al mondo insurance, è una piccola grande rivoluzione per il settore. E su questo c’è poco da discutere: d’altronde, l’avvento del digitale ha rivoluzionato quasi tutti i settori, anche le vite private di ognuno di noi.

Stabilito, dunque, che la digital transformation è un percorso inevitabile, per le compagnie tutto sta — e non è poco! — nel passare al prossimo step: capire come e quando effettuare “il passaggio”.

E anche se qualcuno, affezionato a strategie e processi tradizionali, è un po’ titubante sulla necessità di attuare trasformazioni, i vantaggi che se ne possono trarre non sono pochi. Le tecnologie emergenti intervengono:

  • sui processi, puntando a ottimizzarli e a ridurre tempi e costi
  • sul rischio di frodi, tentando di eliminarlo con l’ausilio di software sofisticati e a rilevazioni sempre più precise
  • sul FNOL, cercando di accorciare i tempi tra il momento del sinistro e la prima segnalazione all’assicurazione con sistemi automatici come le segnalazioni tramite black box.

Tutte questioni cruciali per le assicurazioni.

Rimanere ancorati al passato è quindi possibile? C’è chi darebbe una risposta netta: decisamente no.

STRINGERE PARTNERSHIP: LE STARTUP INSURTECH

Le compagnie hanno bisogno di far presto, di non perdere tempo. Per due ragioni soprattutto: rimanere competitive e rispondere in modo adeguato alle nuove esigenze dei clienti.

La prospettiva di digitalizzazione del settore ha visto nascere una nuova tipologia di startup, le startup InsurTech appunto. Sono realtà altamente dinamiche, che hanno trovato soluzioni smart a cruciali problemi degli incumbent.

Il 2018 è stato un anno record per gli investimenti in InsurTech. Ancora prima della chiusura dell’ultimo trimestre, la raccolta fondi per le startup del settore aveva raggiunto il massimo storico con 204 transazioni totali per 2,6 miliardi di dollari.

Ma perché scegliere di stringere una partnership con startup invece che sviluppare tecnologie all’interno?

Le assicurazioni sono organizzazioni lente, troppo strutturate per cambiare alla stessa velocità in cui cambiano le tecnologie e gli scenari. Stringere partnership con startup, che per loro natura sono dinamiche e sanno anticipare i tempi, vuol dire diventare subito competitivi sul mercato e riuscire a dare in breve tempo risposte a esigenze nuove e mutevoli.

Inoltre, non basta avere la tecnologia a disposizione: bisogna anche rimanere aggiornati, investire in ricerca e sviluppo, rischiare. Stringere accordi con realtà esterne può eliminare questi costi.

E poi c’è un vantaggio che riguarda l’organizzazione: spesso le soluzioni InsurTech— tipo quelle si occupano della gestione di sinistri — esonerano le compagnie dalla coordinazione e dell’organizzazione di processi per loro gravosi e complicati.

TECNOLOGIE EMERGENTI NEL SETTORE PROPERTY E AUTO

L’avvento dell’InsurTech ha coinvolto sia il settore vita che quello property e auto.

Nel primo caso, molta attenzione si è focalizzata su alcuni punti chiave: possibilità di prevedere rischi tramite dati, facilitazione del processo di sottoscrizione, opportunità di offrire soluzioni pensate per la sottoscrizione di polizze instantanee.

Mentre per il settore che riguarda i beni e le vetture, l’InsurTech si concentra su:

  • gestione sinistri
  • riduzione delle frodi
  • organizzazione interna semplificata
  • coinvolgimento dei clienti e migliore customer experience
  • gestione del rischio
  • transazioni sicure.

Le tecnologie emergenti che risolvono già o promettono presto di risolvere problemi complessi — e persino di arrivare dove finora non si era riusciti — sono tante:

  • intelligenza artificiale
  • big data
  • droni
  • sensori
  • realtà aumentata
  • blockchain
  • chatbot
  • domotica intelligente
  • dispositivi indossabili

Per ognuna esistono diverse possibili applicazioni. L’intelligenza artificiale nel campo assicurativo sarà decisiva per interagire con i clienti, risparmiare sui costi, effettuare stime sempre più dettagliate, ridurre il rischio frodi.

E tra le tendenze del 2019 ci sono anche quella di elaborare in tempo reale i dati e quella di rendere le transazioni sicure e certificate.

IL CLIENTE AL CENTRO

Gli assicurati sono pronti. Anzi, sono loro a pretendere che la propria compagnia non resti indietro. Da una ricerca emerge che gli assicurati sono favorevoli all’utilizzo della tecnologia, purché rimanga vivo sempre un aspetto umano.

Secondo quanto emerso da uno studio condotto dal Politecnico di Milano sono:

E inoltre, sempre dalla stessa ricerca è venuto fuori che tra i servizi più apprezzati c’è quello di gestire i sinistri da smartphone (con voto 9.6 su 10). Seguono: l’attivazione di assicurazioni istantanee, con 8.9, e l’accesso a un finanziamento da smartphone o pc, sempre con 8.9.

All’Insurance Innovators Summit che si è tenuto a Londra il mese scorso sono emersi almeno tre temi chiave per il futuro delle assicurazioni:

  • un approccio incentrato sul cliente rimane fondamentale
  • servono soluzioni personalizzate perché la “taglia unica” non va bene per tutti
  • tutto è incentrato sul prezzo.

I vantaggi dell’InsurTech non sono comunque da trascurare:

  • ottimizzazione dei processi
  • riduzione dei costi
  • facilità di entrare in contatto con i clienti
  • lotta alle frodi.

E poi, si tratta pur sempre di un mercato da 532,7 milioni di dollari, solo nel 2018. E che varrà il doppio del suo attuale valore entro il 2023.

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